L' EPOPEA ALFA A RUOTE COPERTE!
DTM: Detusche Tourenwagen Masters. Lo dice il nome, campionato turismo tedesco.
Nato nel 1984 in Germania, questo campionato seppur nazionale, si svolgeva anche in altri paesi Europei ed apriva le porte ad un' interessante e competitiva categoria di vetture turismo su pista che erano allora preparate secondo il regolamento FIA Gruppo A. Secondo quest'ultimo, la preparazione di queste auto doveva essere effettuata su modelli provenienti dalla serie, prodotti in almeno 2500 esemplari (destinati alle competizioni) in 12 mesi consecutivi, su un totale di 25000 unità dell' intera gamma di produzione di serie. Ai suoi esordi erano coinvolte, come facilmente intuibile, ben quattro case costruttrici tedesche: Mercedes, BMW, Audi e Opel, contornate da audaci sfidanti come Rover, Volvo, Ford e Alfa Romeo. Fin da subito il DTM si dimostrò un campionato molto combattuto, e nonostante il consistente numero delle auto teutoniche in gara, i marchi ''intrusi'' come Volvo, Rover e Ford riuscirono a vincere il campionato marche rispettivamente nel 1985, 1986 e 1988. I restanti anni furono dominati dai tedeschi fino al 1993, anno in cui qualcuno decise di mettergli i bastoni tra le ruote.
-L' INCUBO DEI TEDESCHI
Nel 1993 quel qualcuno fu un certo Giorgio Pianta, direttore del reparto corse Fiat, che sotto disposizioni dell' Ing. Cantarella ( allora amministratore delegato di Fiat) decise di competere al titolo nel DTM che allora esprimeva la massima espressione della vettura turismo da competizione. Vincere quel campionato infatti, oltre che esprimere il potenziale di Alfa Corse in quel panorama in costante crescita, avrebbe anche giovato all'immagine della casa di Milano, incrementando le vendite del modello 155. Ricadde su quest'ultimo la scelta di Giorgio che intravide subito il potenziale della macchina, che oltretutto era quella che più si predisponeva alle caratteristiche imposte dal regolamento. L' Ing. Cantarella fu molto chiaro sul da farsi: ''si va lì per vincere. Se non si vince si torna a casa''. Gli uomini Alfa quindi si guardarono bene dal partecipare o meno al nuovo programma, in quanto un fallimento avrebbe potuto danneggiare lavorativamente quest'ultimi. Ciò nonostante però, l'Alfa poteva contare su uomini che avrebbero fatto la storia dell' automobilismo, non solo quello nazionale. Uomini brillanti e geniali del calibro di: Claudio Chierici (direttore sportivo Alfa Corse), Pino D'Agostino (responsabile progettazione motori da competizione Alfa Corse), Antonio Tomaini ( Coordinatore responsabile gestione tecnica Alfa Corse) e il mitico Ing. Sergio Limone, già responsabile di una ''cosuccia'' chiamata Lancia Rally 037 e della 155 GTA Superturismo (la vedremo più tardi). Nel 1993 il regolamento DTM prevedeva che a gareggiare fossero vetture di classe 1, ovvero vetture con cilindrata non superiore a 2.5 litri e che conservassero sia lo stesso angolo tra le bancate che l'interasse ed il numero dei cilindri della vettura di serie, prodotta in almeno 25000 esemplari. Nasce così ufficialmente nel 1993 l' Alfa Romeo 155 V6 TI, l'arma vincente tutta italiana in terra germanica.
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| il prototipo della 155 V6 TI |
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| il V6 60° 2.5 litri aspirato della 155 |
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| l' interno della 155 V6 TI |
L'auto si dimostrò vincente e tecnicamente superiore fin da subito. Vantava infatti un motore molto potente abbinato ad una trazione integrale permanente sulle 4 ruote a 3 differenziali elettronici, che in condizioni difficili facevano la differenza. Particolare attenzione fu data anche alla distribuzione dei pesi, la vettura infatti disponeva di un motore montato estremamente in basso ed ''allagato'' in un telaio a traliccio in tubi per abbassare il baricentro il più possibile. Il debutto fu a Zolder, dove la 155 centrò subito la pole e la doppietta in gara, e grazie anche al talento dei suoi piloti, tanto veloci quanto simpatici, Alessandro Nannini e Nicola Larini, portò a casa sia il campionato marche che quello piloti, vincendo ben 12 gare su 20 manches totali (di cui 10 ad opera di Larini). Da incorniciare è stata sicuramente la vittoria di gara 1 e 2 al Nurburgring, da sempre pezzo forte dei tedeschi, dove Larini vinse, a detta di Chierici,con un' esperienza di solo venti giri sul circuito, fatta con una vettura affittata durante il periodo di apertura al pubblico del circuito. Nessuno si sarebbe mai aspettato che la neofita berlina italiana avrebbe schiacciato i Panzer tedeschi. I teutonici erano stati battuti in casa loro, nel loro campionato e con le loro regole. I media esplosero e la festa in casa Alfa fu Grande. Interessante è l' aneddoto che ci ricorda Antonio Tomaini dove in un intervista dichiara come alla premiazione del campionato '93 tenutasi in un castello della provincia di Hockenheim, i vertici della Mercedes AMG presenti in sala stavano quasi per piangere. O come invece riassume Nannini con la sua inarrivabile spontaneità e simpatia: '' Incazzati neri... Ma neri!''.
Nel 1994 Alfa aveva un solo obbiettivo: ripetere la storia scritta l' anno prima. Le cose però non andarono esattamente come previsto, complice l'entrata in scena di una veloce Opel Calibra 4x4 e della Mercedes Classe C, che aveva preso il posto della 190. La casa milanese dovette accontentarsi di un 3° e 4° posto in campionato a fine stagione, nonostante fu l'auto a collezionare più vittorie anche quell'anno (11).
Nel 1995 si manifestò la necessità di evolvere la vettura per tornare a lottare per il titolo, l'auto fu così dotata di un elettronica estremamente raffinata, anche troppo in realtà. A detta degli uomini Alfa infatti l'auto era diventata troppo costosa e complicata da gestire, a tal punto da non trarre benefici pratici dalla sua evoluzione, oltre che a presentare diversi problemi di affidabilità. Nicola Larini ci esprime questo concetto in un intervista dicendo: '' l' auto era diventata più complicata di una Formula 1, anzi, più dello Space Shuttle''. Bhe, più chiaro di così... In quell' anno la 155 collezionò ben 5 ritiri per Larini ed altrettanti per Nannini, ottenendo solo 5 vittorie (di cui solo una come squadra ufficiale con il solito Larini).
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| il nuovo motore v 90° per l'Alfa 155 ITC |
Nel 1996 ci fu un cambio di regolamento e il DTM diventò ITC (International Touring Car Champioship). In Alfa c' era la necessità di cambiare, di trovare una soluzione vincente. Così, l' Ing. D'Agostino si mise a lavoro sul cuore della 155, e secondo la leggenda (o per meglio dire, a detta sua), progettò e sviluppò un nuovo motore in sole 6 settimane. Questo nuovo propulsore seppur una diretta evoluzione del precedente, era molto diverso. Oltre a presentare vari accorgimenti nelle regolazioni elettroniche e diversi alleggerimenti, in particolar modo nell' albero motore più leggero di circa 3 kg, aveva una configurazione geometrica totalmente diversa. L' angolo tra le bancate infatti non era più di 60°, bensì di 90°, e l'interasse dei cilindri fu accorciato per avere un motore più compatto. Tutto per avere vantaggi sostanzialmente a livello di inerzia. Tutto perfetto penserete, ma c'era un problema. Come già accennato, il regolamento prevedeva che il motore dovesse mantenere dei parametri del motore di serie che principalmente erano proprio l'angolo e l' interasse dei cilindri, ma essendo il precedente motore derivato dal classico V6 Alfa Romeo a 60°, dove prendiamo un V6 ad ''L'' per l'omologazione del nuovo propulsore? Per fortuna nel gruppo Fiat in quegli anni ne sapevano una in più del diavolo, ed in particolar modo l'Ing. Sergio Limone, forse, ne sapeva anche un paio più del diavolo. Quest' ultimo infatti, scavando nei registri di omologazione Fiat si accorse di un certificato riportante l'omologazione del motore conosciuto come PRV (Peugeot, Renault, Volvo, questi furono i tre costruttori del propulsore) sulla Lancia Thema. Quel motore aveva le caratteristiche che servivano a Limone per compiere il ''fattaccio'', ed ecco che si accese la lampadina. L'alfa Romeo infatti cessò di esistere per un certo periodo confluendo nella Fiat Lancia Industriale per pochi anni. Per tanto, per un certo lasso di tempo, Alfa produsse anche la Thema con quel motore. Et Voilà direbbero i francesi. Motore omologato. Nonostante l'impegno e le risorse spese per questa rinascita però, le cose non andarono nuovamente come ci si aspettava. L' auto si fece onore ottenendo per l'ennesima volta il maggior numero di vittorie in stagione (11 di cui 7 stavolta con Nannini) ma mancando il campionato. Nel frattempo il regolamento diventava sempre più libero e le macchine, diventate ormai veri e propri prototipi, avevano dei costi di gestione sempre più alti, paragonabili a quelli di una Formula 1 (qualcuno azzarda anche di più, sostenendo che la sola elettronica della 155 costasse poco meno di un miliardo di lire). Molti piloti allora decisero di confluire direttamente in quest' ultima categoria, snellendo sempre di più l' ITC, che nel 1997 vede la sua fine, lasciando però nuovamente posto al DTM che inizierà ad aver di nuovo seguito verso gli anni 2000.
Si conclude così la storia di una delle auto più belle e leggendarie di sempre, di cui tutti noi Italiani custodiamo gelosamente il ricordo, insieme agli uomini che ne hanno scritto la storia e che mi sento di ringraziare.
- IL SUPERTURISMO E LE CORSE SU STRADA
I successi della 155 non si fermarono al DTM, anzi. Ancor prima di partire con il programma 155 V6 TI, nel 1992 l' Alfa Romeo preparò la sua berlina in una versione denominata GTA, per partecipare e dominare il campionato italiano Superturismo. La vettura era dotata di una meccanica estremamente raffinata proveniente in gran parte dalla Lancia Delta integrale, che in quegli anni aveva appena finito di vincere 5 campionati mondiali rally consecutivi, il che, come garanzia, mi sembra molto più che ragionevole. Grazie alla trazione integrale permanente, alla grande potenza e in particolar modo al nostro caro Nicola Larini, la casa del biscione vinse 17 delle 20 gare disputate quell'anno vincendo il mondiale marche e quello piloti, occupando i primi 4 posti della classifica. Ma da mensionare assolutamente sono anche le apparizioni della 155 in ambiti fuori dalla pista. Si, perchè ancora oggi ci sono piloti che utilizzano la 155 ITC o la GTA per correre le cronoscalate in salita, regalando anche a chi piace guardare le gare da bordo strada (come me) l' emozione di ascoltare il 6 cilindri Alfa urlare tra gli alberi squarciando il dolce silenzio di un bosco di pini.
- LA TECNICA
Parliamo un pò della meccanica di questa meravigliosa auto analizzando le schede tecniche
Versione DTM
Marca : Alfa Romeo
Modello : 155
Versione : V6 Ti
Potenza : circa 450 a 11000 giri
Motore : 6 cilindri (motore a V di 60°) aspirato
Cilindrata : 2499 cm3
Coppia : 300 Nm
Trasmissione : , cambio di velocità sequenziale a 6 rapporti con trazione integrale permanente a tre differenziali elettronici di cui quello centrale autobloccante.
Peso medio : 1040 kg
Rapporto peso / potenza: 2.5 kg/c
Versione ITC
Marca : Alfa Romeo
Modello : 155
Versione : V6 ITC
Potenza : oltre 500cv a 12000 giri
Motore : 6 cilindri (motore a V di 90°) aspirato
Cilindrata : 2499 cm3
Coppia : 300 Nm
Trasmissione : , cambio di velocità sequenziale X-Track a 6 rapporti con trazione integrale permanente a tre differenziali elettronici di cui quello centrale autobloccante.
Peso medio : 1040 kg
Rapporto peso / potenza: 2.1 kg/c
Versione GTA Superturismo
Marca : Alfa Romeo
Modello : 155
Versione : GTA Superturismo
Potenza : circa 400cv a 6500 giri
Motore : 6 cilindri (motore a V di 90°) turbocompresso a 2,6 bar
Cilindrata : 1995 cm3
Coppia : 51kgm
Trasmissione : , cambio di velocità sequenziale X-Track a 6 rapporti con trazione integrale permanente a tre differenziali Torsen di cui quello centrale a giunto viscoso, di provenienza Lancia Delta Integrale.
Peso medio : 1050 kg
-DOPO GLI OCCHI, DELIZIAMO LE ORECCHIE
Mi sento di segnalarvi ed invitarvi calorosamente, per chi non lo avesse già fatto, a guardare su YouTube il video relativo al DTM di Davide Cironi di Drive Experience. E' un talentuosissimo ragazzo che di strada ne ha fatta e che è capace di far rivivere tante emozioni attraverso i suoi video e i suoi articoli. Il sopracitato video in particolare è speciale perchè è interamente raccontato dai grandi nomi che ho inserito nell'articolo, compresi i piloti, che in modo assolutamente inedito raccontano in prima persona la storia di alcuni degli anni più belli dell' automobilismo italiano in Europa, in più è uno dei pochi video in italiano che tratta a fondo questo argomento. Ricco di aneddoti e curiosità, è da non perdere. Parte delle informazioni presenti in questo articolo sono state prese dal suddetto video e per questo ringrazio molto Davide. Vi lascio i link del canale e del video qui sotto, e a chi interessa, lascio anche un video, sempre di Davide, riguardante il motore della 155 DTM. In più allego anche il video riguardante la 155 ITC di Marco Gramenzi impegnato nelle cronoscalate che tanto mi piacciono, e sono sicuro che anche a voi non dispiacerà ascoltare un po di ottima musica.
Saluti cari lettori, e al prossimo articolo.
Video di Davide con tutti i protagonisti
Marco Gramenzi sulla sua Alfa Romeo 155 V6 ITC. Pura melodia
approfondimento sul V6 del DTM
Canale YouTube Drive Experience
-ALTRE INFORMAZIONI
Premetto che le informazioni contenute in questo articolo sono frutto della mia conoscenza personale unita ad altre fonti tra cui il video di Davide e varie pagine internet di altri appassionati e non. Le immagini invece sono state recuperate da Google e dal profilo Flickr di Aigo Photography. Per tanto i diritti delle suddette immagini appartengono ai legittimi proprietari.
















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