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Ferrari F92A. Il Caccia di Maranello

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La F92A di Ivan Capelli al gran premio d'Italia 1992 Foto credits: motorsport.com Da sempre la Formula 1, come anche il motorsport in generale, è un banco di prova per lo sviluppo di nuove tecnologie, volte a concretizzare il naturale progresso tecnologico. Pertanto, analizzeremo oggi una delle mie monoposto preferite del cavallino rampante: la Ferrari F92A, tanto sfortunata quanto innovativa. Correva l'anno 1992, e in Ferrari si studiava una nuova monoposto che, sulla carta, sarebbe dovuta essere quanto di più avanzato visto sino ad allora. A Maranello si era reduci della stagione 1991, che con la Ferrari 643 (accreditata anche del nome di F-91), non aveva portato i risultati sperati. Ben 8 furono i ritiri, 0 le vittorie, 0 le pole e 0 i giri veloci. A dirla tutta la casa del Cavallino era a bocca asciutta di titoli mondiali dal 1983, quando vinse il campionato costruttori con la 126 C3. Si decise quindi di dare un taglio netto al passato (dal 1989 al 1991 inf...

SENNA: MORTE DI UN CAMPIONE, NASCITA DELLA LEGGENDA

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Per una corretta visualizzazione su mobile si consiglia l'opzione:''sito desktop'' Era il 1994 e a cavallo tra la fine di Aprile e l'inizio di Maggio di quell'anno si correva il Gran Premio di Formula 1 ad Imola, in Italia. Un circuito molto veloce e tecnico, uno dei miei preferiti. Quell'anno però, c'era uno strano presagio nell'aria. Qualcosa che anche alcuni piloti avvertirono, tra cui il campione brasiliano Ayrton Senna. Nato a San Paolo, in Brasile, il 21 Marzo 1960, questa leggenda non ha certo bisogno di presentazioni, ma facciamo un piccolo preambolo sulla sua carriera. Debutta in Formula 1 nel 1984 con il Team Toleman con un contratto per l'intera stagione, dove ha la possibilità di correre prima con la TG183B e poi con la TG184 ottenendo 13 punti e un 9° posto a fine stagione. Il giovane brasiliano però aveva talento, e a dimostrarlo ci fu un incredibile secondo posto al Gran Premio di Monaco corso sotto una pioggia torren...

L' EPOPEA ALFA A RUOTE COPERTE!

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DTM: Detusche Tourenwagen Masters. Lo dice il nome, campionato turismo tedesco. Nato nel 1984 in Germania, questo campionato seppur nazionale, si svolgeva anche in altri paesi Europei ed apriva le porte ad un' interessante e competitiva categoria di vetture turismo su pista che erano allora preparate secondo il regolamento FIA Gruppo A. Secondo quest'ultimo, la preparazione di queste auto doveva essere effettuata su modelli provenienti dalla serie, prodotti in almeno 2500 esemplari (destinati alle competizioni) in 12 mesi consecutivi, su un totale di 25000 unità dell' intera gamma di produzione di serie. Ai suoi esordi erano coinvolte, come facilmente intuibile, ben quattro case costruttrici tedesche: Mercedes, BMW, Audi e Opel, contornate da audaci sfidanti come Rover, Volvo, Ford e Alfa Romeo. Fin da subito il DTM si dimostrò un campionato molto combattuto, e nonostante il consistente numero delle auto teutoniche in gara, i marchi ''intrusi'' come ...